Anche l’immaginario ha un punto di non ritorno

[...]

Già di per sé, è bello navigare con l’immaginazione tra questi film, ripensare le loro «morali», che si suggellano o nascondono nei finali, rivedere i volti dei grandi interpreti, il loro ultimo sguardo, sentir riecheggiare le battute più celebri, che magari firmano il film; e il lampeggiare delle scenemadri, quasi sempre nel finale, da cui dipendono lo srotolarsi dei ricordi, delle emozioni e dei ragionamenti. In questo approccio, come si diceva, la sollecitazione della memoria personale si lega a considerazioni assai generali sul destino dell’epica nella cultura contemporanea che, nei suoi media di massa, sembra riprendere le forme epiche del passato, compreso il rapporto che i poemi antichi e moderni costruivano con i propri uditori e lettori. Insomma, il cinema è riuscito a conservare caratteristiche epiche più di quanto abbia potuto o voluto fare il romanzomoderno.

Oltre a quella dell’epica, nel libro emerge un’altra linea interpretativa e critica di grande interesse e importanza, che riguarda il rapporto tra immagine e immaginazione. La fine è sempre stato terreno, quasi privilegiato, della visione, nel senso della visionarietà, come anche ricordava un libro di Michele Cometa, Visioni della fine (Palermo, :duepunti, 2004), che faceva incrociare cinema, letteratura ed arte nella rappresentazione delle apocalissi. E negli ultimi anni, l’umanità è sopravvissuta a due profezie catastrofistiche, quella di fine millennio («mille e non più mille») e quella dei Maya (la fine del calendario). E tanti eventi hanno trasmesso un senso di fine, di svolta, di punto di non ritorno. Lo spettacolare attentato al WTC del 2001, gli tsunami del 2004 e del 2011, seguito quest’ultimo dal disastro della centrale atomica, ripresi tutti da centinaia di angolazioni diverse, riproposti in migliaia di occasioni, hanno quasi dato corpo visibile all’immaginario della fine, diventato immagine concreta e plausibile, anzi verificata, ormai cosa certa e documentata. Sono, questi, momenti apicali di una medesima tendenza che percorre tutto il Novecento, e di cui il cinema è stato protagonista, cioè di dare forma di immagine (documentaria) all’immaginazione.

[...]
cop-cometa-visioni

• Michele Cometa
VISIONI DELLA FINE.
Apocalissi, catastrofi, estinzioni
terrain vague