PERCHÉ #maceroNO

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Qualche tempo fa abbiamo assistito a nuovi roghi di libri (più che altro un’operazione di comunicazione infelice come altre che si susseguono in tempi in cui il buon senso latita non meno del buon gusto) e un colosso dell’editoria italiana ha avvertito la necessità di lanciare una campagna dal titoli “i libri non si bruciano” con tanto di hashtag (sulla vicenda rimandiamo a questo post: http://www.ilpost.it/2014/02/04/la-pagina-comprata-rizzoli-sul-corriere-i-libri-si-bruciano/).

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Noi crediamo che i libri non vadano “distrutti”, ovvero che un’economia che fa del macero una sua componente fisiologica sia un’economia cieca e antiecologica, un’economia non sostenibile che va rifiutata sia come modello pratico sia nei suoi assunti teorici.
Abbiamo sentito l’esigenza di raccontare la nostra sull’argomento macero, e nel farlo abbiamo provato a fare vedere quali sono i risultati di una filiera che non funziona e che produce diseconomie piuttosto che ricchezza e diffusione del sapere: durante l’estate scorsa abbiamo girato il nostro piccolo video, intitolato “La resa definitiva” (lo trovate qui: http://www.duepunti.org/la-resa-definitiva/).
A dicembre abbiamo cominciato a discutere della questione con alcuni amici editori e quando DeriveApprodi ci ha proposto l’idea di una campagna l’abbiamo trovata l’idea giusta per non lasciare che le nostre riflessioni rimanessero isolate e velleitarie.

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Voi pensate che i libri vadano bruciati? Che il lavoro intellettuale e quello editoriale debba andare in fumo? Noi no, non senza avere alzato il volume: NO, il macero non è pacifico / il macero NON È UNA SOLUZIONE ACCETTABILE / tirature, domanda e offerta, progetti economici, investimenti e ambizioni legate alla circolazione di idee (e in special modo in forma di libri) non devono sottostare a REGOLE DI MERCATO NON SOSTENIBILI ED ETICAMENTE ABERRANTI.

Il futuro del libro va ripensato, va calibrato, anche a partire dal suo destino fisico.

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Qui di seguito il testo ufficiale con cui è stata lanciata la campagna #maceroNO

 

Campagna rivolta agli spazi sociali autogestiti e autorganizzati

Avanziamo una proposta a tutti gli spazi sociali animati dai princìpi dell’autogestione e dell’autoproduzione per la costruzione, in ciascuno di essi, di un presidio del sapere basato sulla l’uso e la diffusione dei libri.
L’incontrastato processo di omologazione culturale in atto da un trentennio nel nostro paese sta producendo un devastante impoverimento delle capacità intellettive di milioni di persone. La produzione, la distribuzione, la commercializzazione del libro come principale strumento di diffusione del sapere individuale e sociale sono sconvolti da una incessante concentrazione dei poteri che ne governano i meccanismi di funzionamento. Le librerie indipendenti, fino a un decennio fa luoghi privilegiati della cura e della diffusione della bibliodiversità, stanno subendo una sistematica distruzione o l’assorbimento in quelle di catena di proprietà dei grandi gruppi editoriali. Gli editori indipendenti vedono quotidianamente ridursi gli sbocchi distributivi della loro produzione che si accumula in giacenze il cui costo gestionale diventa insostenibile. Da qui la scelta obbligata di macerare centinaia di migliaia di libri spesso di notevole qualità e pregio.
A questa devastazione occorre reagire con determinazione. Per lunghi decenni i luoghi dell’autogestione e dell’autoproduzione pur scontando molti limiti hanno comunque garantito, logisticamente e politicamente, le espressioni di una resistenza culturale. Questi limiti andrebbero ora interrogati, affrontati. La costruzione di spazi librari al loro interno, strutturati con criteri di serietà e funzionalità, possono essere parte di questo ulteriore passaggio in avanti nell’organizzazione della resistenza.
Il primo passo di un tale progetto potrebbe essere la costruzione in ogni spazio autogestito di un evento che offra la possibilità di acquistare a prezzi scontatissimi (3 euro, di cui 2 destinati all’editore e 1 agli spazi ospitanti) i libri di alcuni editori destinati al macero. Alcune esperienze pilota hanno già dimostrato il successo di questa iniziativa.

Gli editori promotori del progetto: DeriveApprodi, :duepunti, Alegre, Eleuthera.

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» PER INFORMAZIONIpromo@duepuntiedizioni.it