#LIBROSOSPESO | NON È UN RACCONTO DI NATALE

2014_librosospeso

è una storia da libreria in cui il dono è una scommessa

 

Le librerie indipendenti ogni giorno fanno una scommessa: «proviamo a fare il nostro lavoro». Ci si può domandare in cosa consista: di certo ha natura economica, ha a che fare con dei prodotti e con una sua complicata contabilità, ma in qualcosa si differenzia da quello della merceria, della torrefazione, del minimarket…

Cristina Di Canio / …il mio libro (MI) [http://www.ilmiolibromi.it/] si racconta così: «Sono Cristina ho 30 e sono una “spacciatrice di sogni”» e potrebbe bastare.

La storia del #librosospeso è di una semplicità sconvolgente (tutti a dirsi perché non c’ho pensato io?), ma non è una trovata che riguarda il commercio, è solo la naturale evoluzione di una buona pratica della condivisione che ha il sapore del caffè napoletano: uno entra in un bar, si gusta la sua tazzina fumante e al momento di pagare ne lascia un’altra – “in sospeso” – per un avventore che non conoscerà mai. È un dono, ma anche la dimostrazione che il caffè è un piacere che può diventare qualcos’altro: un gesto di solidarietà e un invito (a fare altrettanto).

Il #librosospeso è dilagante, chi l’ha assaggiato vuole fare parte di una catena virtuosa di lettori che senza il bisogno di riconoscimento offrono qualcosa di sé. La differenza tra un caffè sospeso e un #librosospeso sta nel fatto che quando si lascia in sospeso un libro, un libro scelto con cura, si trasmette davvero qualcosa di sé.

 

» QUI la storia di come ha iniziato Cristina | Cristina Di Canio: vi racconto l’idea del #librosospeso, («hounlibrointesta.it») / http://www.hounlibrointesta.it/2014/04/09/cristina-di-canio-racconta-librosospeso/

» ma il #LIBROSOSPESO ormai viaggia da lettore a lettore, di libreria in libreria | ad esempio a Palermo lo trovate da MODUSVIVENDI libreria indipendente / https://www.facebook.com/events/651180454937680/?source=1