progetto Isole
Vanni Quadrio

installazione


rassegna 2005


 

 
17/30 giugno
Biblioteca Comunale
«Pino Fortini»
Isola delle Femmine (Pa)
   

L'installazione di Vanni Quadrio, interviene sullo spazio esterno della Biblioteca Comunale.


L'artista interpreta il contesto espositivo partendo dalle categorie logiche del chiuso e dell'aperto: affronta lo spazio immenso del paesaggio marino inserendolo in una scena, per consentire allo sguardo di poggiarsi, di trovare un riferimento prospettico. Al tempo stesso mette in comune la propria lettura della realtà che lo accoglie popolando la terrazza della Biblioteca di sculture che rappresentano un altro simbolo di Isola delle Femmine; il gabbiano. Gabbia - no, questa è la formula che egli stesso adopera accostandosi alla definizione di questa creatura dalla doppia natura di essere libero e onnivoro. L'idea che esprime è chiaramente quella di libertà, ma che tipo di libertà? Vanni ha letto lo spazio, ha ragionato sulla propria lettura, ha elaborato un modus che potesse raccontare agli altri quest'esperienza. Il gabbiano in tal senso è da subito il tramite che l'artista porta nel proprio lavoro e nel confronto con il gruppo degli artisti e con le molteplici interpretazioni che si producono quotidianamente. Il primo possibile incontro con questo luogo si realizza attraverso la creatura che su quest'isola regna incontrastata. L'osservazione, lo studio e la scultura sono passaggi intensi di una ricerca che non riguarda unicamente il contesto dell'espressione artistica ma, prima ancora, la vera compenetrazione con quest'ambiente. Nasce da qui il percorso di approfondimento della simbologia legata al gabbiano e la scoperta di tutto ciò che attraverso il suo medium riesca ad emergere dall'indefinitezza delle sensazioni per svolgersi attraverso la creatività e la costruzione. L'armonia delle linee che esso disegna in volo, la sua capacità di connettere cielo, terra e acqua, di portarci con l'immaginazione sull'isola, qualsiasi isola. Ogni attraversamento dello spazio che separa la terraferma da un'altra terra non è un salto ma una crescita, questa forse è un'ipotesi di libertà.


 
 
       
     
Strati:
 
  ogni intervento artistico si sovrappone ai precedenti. Le mostre sono percorribili in più sensi, autonomamente o tutte insieme, senza soluzione di continuità, fino al 30 luglio.  
     
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Vanni Quadrio
Vive a Palermo e lavora tra Palermo e Caltanissetta. Si laurea in psicologia con tesi sul linguaggio dell'arte e arte - terapia: risorse per comprendere il dialogo interiore, prosegue gli studi artistici e psicologici parallelamente. Dal 1996 prende il via la sua attività terapeutica grazie ad un Laboratorio introduttivo di Formazione in Arte-Terapia cooperativa sociale ad Alaya, Torino. Da allora fino ad oggi frequenta numerosi corsi in teoria e tecnica dell' arte - terapia indetti dalla Provincia regionale di Palermo e dall' Ass. Art terapy di Palermo, Bologna e Torino e dalla Scuola di Formazione quadriennale in Arte e Danza Terapia Art - Terapy Italiana (Goldsmith's College University of London). Attualmente esegue ritratti, pitture murali e trompe l'oeil per committenze private e per esercizi pubblici, tiene corsi di pittura, disegno e ceramica e attività di riabilitazione con pazienti psichiatrici. Negli ultimi anni la sua ricerca artistica si è liberata sempre più delle implicazioni psico - terapeutiche e ha costruito sull'esperienza e sullo studio una propria autonomia espressiva.