progetto Isole
Fabrizio Ajello

installazioni


rassegna 2005


 

 
17/30 giugno
Biblioteca Comunale
«Pino Fortini»
Isola delle Femmine (Pa)
   

L'installazione di Fabrizio Ajello consta di due interventi differenti: uno all'interno della Biblioteca Comunale di Isola delle Femmine, l'altro ambientale, nel porto della cittadina.


 

L'intervento dell'artista in questo luogo testimonia di una lunga elaborazione svolta nei mesi precedenti attraverso continui contatti e scambi con gli abitanti, soprattutto contestuali all'ambito del porto e alla vita dei pescatori. L'elemento costitutivo dell'installazione è infatti la barca intesa nella sua realtà concreta, come testimonia la ricerca relativa ai materiali e alle tecniche di costruzione, ma anche in termini simbolici. Da qui nasce una riflessione sull'iconografia del vascello che si dirama tra le immagini che le culture mediterranee hanno tramandato nei secoli e che arriva all'intima rielaborazione del tema nel rimando della forma della barca alla struttura della cassa toracica. La presenza di due barche che rimandano l'una all'altra rende l'immagine ancora più incisiva e, pur affrontando la stessa metafora, ne differenzia la percezione, rallentando il percorso fruitivo. Nel contesto interno, infatti, la struttura in legno è data dall'intreccio di un elemento che ancora non è stato trasformato: i rami degli alberi sono nodosi, vivi nella loro forma scheletrica così simile ad un'ossatura. Il riferimento allo scheletro non è forzato: informandosi sull'origine del luogo in cui è situata l'installazione, si scoprirà infatti che altro non era che il vecchio macello comunale. Dalla barca come corpo al superamento di ogni riferimento organico nella traslazione dell'oro: nel porto della cittadina, da qualche giorno un oggetto incantato sorprende lo sguardo curioso degli abitanti. La barca d'oro spiega attorno a sé un silenzio particolare, tipico del simbolo che, nella sua unità, racchiude ogni senso e vive per sempre.

 
 
       
     
Strati:
 
  ogni intervento artistico si sovrappone ai precedenti. Le mostre sono percorribili in più sensi, autonomamente o tutte insieme, senza soluzione di continuità, fino al 30 luglio.  
     
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Fabrizio Ajello
vive e lavora a Palermo. Si è laureato presso l'Università di Palermo, facoltà di Lettere e Filosofia, con una tesi in storia dell'arte contemporanea. Negli anni '90 comincia ad esporre e collaborare con artisti italiani ed esteri. La sua attività spazia dalle tecniche ad olio e inchiostro alla fotografia, al collage, alla calligrafia. Oggi è professore di Storia dell'arte e coniuga l'insegnamento con la scelta di un'attività artistica costante e in evoluzione. Egli ha individuato nelle tematiche del confronto culturale, della ricerca sullo spazio come luogo da leggere e interpretare artisticamente, le linee guida del proprio fare: da qui l'incontro con la poesia ceca, da un lato e con le pratiche di condivisione dall'altro.