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L'intervento dell'artista in questo luogo testimonia di una lunga elaborazione
svolta nei mesi precedenti attraverso continui contatti e scambi con gli
abitanti, soprattutto contestuali all'ambito del porto e alla vita dei
pescatori. L'elemento costitutivo dell'installazione è infatti
la barca intesa nella sua realtà concreta, come testimonia la ricerca
relativa ai materiali e alle tecniche di costruzione, ma anche in termini
simbolici. Da qui nasce una riflessione sull'iconografia del vascello
che si dirama tra le immagini che le culture mediterranee hanno tramandato
nei secoli e che arriva all'intima rielaborazione del tema nel rimando
della forma della barca alla struttura della cassa toracica. La presenza
di due barche che rimandano l'una all'altra rende l'immagine ancora più
incisiva e, pur affrontando la stessa metafora, ne differenzia la percezione,
rallentando il percorso fruitivo. Nel contesto interno, infatti, la struttura
in legno è data dall'intreccio di un elemento che ancora non è
stato trasformato: i rami degli alberi sono nodosi, vivi nella loro forma
scheletrica così simile ad un'ossatura. Il riferimento allo scheletro
non è forzato: informandosi sull'origine del luogo in cui è
situata l'installazione, si scoprirà infatti che altro non era
che il vecchio macello comunale. Dalla barca come corpo al superamento
di ogni riferimento organico nella traslazione dell'oro: nel porto della
cittadina, da qualche giorno un oggetto incantato sorprende lo sguardo
curioso degli abitanti. La barca d'oro spiega attorno a sé un silenzio
particolare, tipico del simbolo che, nella sua unità, racchiude
ogni senso e vive per sempre.
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Fabrizio Ajello
vive e lavora a Palermo. Si è laureato
presso l'Università di Palermo, facoltà di Lettere e Filosofia,
con una tesi in storia dell'arte contemporanea. Negli anni '90 comincia
ad esporre e collaborare con artisti italiani ed esteri. La sua attività
spazia dalle tecniche ad olio e inchiostro alla fotografia, al collage,
alla calligrafia. Oggi è professore di Storia dell'arte e coniuga
l'insegnamento con la scelta di un'attività artistica costante
e in evoluzione. Egli ha individuato nelle tematiche del confronto culturale,
della ricerca sullo spazio come luogo da leggere e interpretare artisticamente,
le linee guida del proprio fare: da qui l'incontro con la poesia ceca,
da un lato e con le pratiche di condivisione dall'altro.
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