23 aprile | GIORNATA MONDIALE DEGLI SCONTI?

2013_analogo_maggiolino

Nel giorno destinato dal calendario commerciale a celebrare il libro riflettiamo liberamente su una allettante proposta diversiva ricevuta dalla creatura ministeriale Cepell (Centro per il libro e la lettura): il “Maggio dei libri”. Ovviamente la manifestazione ha il compito di dare visibilità al mondo del libro e della lettura, promuovere iniziative meritevoli (si dovrà di fatto solo richiedere il bollino per meritarselo) e concludersi con un bell’inno alla gioia (patrocinato AIE e ALI) con sconti per tutti (o quasi), dal 23 al 27 maggio.

Non è tanto perché non ci vada di festeggiare, ma anche quest’anno abbiamo cordialmente cestinato gli inviti. Anzi quest’anno ci sta bene anche una spiegazione (o uno sbotto, fate voi).

Per prima cosa saremmo quanto meno ipocriti ad aderire alla petizione promossa dalle librerie indipendenti Passaparola (Roma) e Sempreliberi (Lodi), proprio contro l’ottica dello sconto da “Maggio dei libri” e poi approfittare dell’occasione per svendere i nostri libri per una settimana, in piena sintonia con i principi dell’UNESCO (ovviamente così declinati dall’AIE).

La questione dello sconto sui libri la riteniamo una cosa seria (e ci adeguiamo alla Legge Levi finché sarà in vigore [ne abbiamo parlato con il «Tropico del libro» qui]), ma che a confondere le carte in tavola siano propri ALI / Associazione Librai Italiani e AIE / Associazione Editori Italiani, ci sembra davvero una assurdità (come tutte le cose italiane, del tutto comprensibile a pensar male).

Dal punto di vista del principio riteniamo che si dovrebbe accettare in pieno la richiesta della petizione dei librai indipendenti [se volete leggerla e magari sottoscriverla: qui] e invitare ALI, AIE e Cepell a investire di più in idee e soluzioni e non giocare “a fare gli sconti”, come se si trattasse di far cassa.
Riteniamo oltre modo scandaloso che si continui ad avvalorare la tesi che il prezzo del libro è di natura bonariamente psicologica e che deprezzarlo con lo sconto non significa altro che “o si lavora in perdita o i prezzi sono falsi”.

Noi come indipendenti (editori, librai, lettori) dovremmo prendere posizione su questo tema, ricordandoci sempre che quella del libro è un’industria sensibile, in cui si rischia di perdere posti di lavoro, di contrarre debiti che porteranno al fallimento di aziende (ad esempio le tipografie, le librerie ecc.), dove il diritto alla retribuzione è convertito nella speranza di beccare qualcosa…

In questo contesto ci rifiutiamo di accettare una proposta culturalmente e imprenditorialmente modesta come quella del “Maggio degli sconti”: il prezzo dei nostri libri è GIUSTO, studiato in base a costi e lavoro, reso più trasparente possibile e persino raccontato nel nostro pamphlet Fare libri oggi .2 | Essere editori oggi [libri del criceto: qui]. Saldi e svendite non ci interessano, e fino a quando non saremo esautorati dal nostro diritto a scegliere come fare il nostro mestiere, esigiamo rispetto per il nostro lavoro.