ANALOGO | :duepunti mette un vestito nuovo

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RESTYLING O RIPENSAMENTO?

Ogni tanto gli editori (ma anche le banche, gli ecommerce più disparati, i blog di qualsiasi argomento… e i partiti politici) mettono in pratica uno dei cliché più vecchi del commercio: «per vendere di più: cambia l’etichetta». Si chiama restyling e generalmente è un modo per dichiarare aperto un nuovo corso e lasciare sotto le etichette sgargianti gli stessi prodotti (scaduti). A parte l’orrore moralistico (e un po’ snob) che ci spinge, quanto meno, al sospetto preventivo quando incappiamo in questi trucchi da commercianti, ci sono altre ragioni che ci spingono a segnalarvi che «:duepunti mette un vestito nuovo».

Il principale motivo per cui abbiamo deciso di fare anche noi il nostro restyling (ma è un po’ come una tabula rasa nel nostro caso) è legato al lungo ripensamento che ci ha spinto negli ultimi anni a mettere in piazza le nostre strategie di uscita (o di fuga) dal sistema editoriale per come lo abbiamo conosciuto, e che abbiamo tentato di adeguare al nostro modo di vedere le cose (impresa frustrante che più di ricordare l’impresa di Davide contro Golia s’è spesso trasformata in semplice impresa goliardica).

Il ripensamento di cui sopra è iniziato con hypercorpus.org (un contenitore aperto in cui abbiamo saggiato la possibilità di intendere il nostro mestiere in modo differente) e quindi ha trovato forma teorica nel nostro pamphlet Fare libri oggi 2.0 | Essere editori oggi (libri del criceto), ma le conseguenze pratiche hanno investito ogni aspetto della nostra attività: dal 2013 abbiamo chiuso con i distributori tradizionali (e ogni altra forma di intermediazione puramente finanziaria), abbiamo stretto un saldo e consapevole patto tra pari con una piccola rete informale di librai indipendenti (e questa è in continua crescita), abbiamo pensato nuove attività e nuove pratiche per svolgere, soprattutto abbiamo continuato a fare libri.

Oggi :duepunti si presenta con un vestito nuovo (speriamo vi piaccia), ma soprattutto È una casa editrice indipendente che si confronta con il cambiamento (non adeguandosi ma facendo esperimenti). Per arricchire la nostra visione del mondo del lavoro e delle sue contraddizioni abbiamo smaterializzato la nostra idea di tempi e luoghi del lavoro (non più in una sede fisica per la nostra redazione ma una “digitale” e condivisa, capace di attivarsi ovunque e in qualsiasi momento ci serva). Per non perdere la dimensione interpersonale e politica di confronto con le altre realtà che consideriamo simili alla nostra (dai freelance della comunicazione ai microprogetti editoriali, dai film maker ai progetti di imprese individuali) abbiamo preso a fare vita in cowork, sperimentando una fruttuosa collaborazione con Re Federico coworking a Palermo. Per non mantenere la cattiva abitudine di parlarsi addosso solo tra colleghi abbiamo iniziato a promuovere il dibattito sul cambiamento e la trasformazione del libro con incontri pubblici e workshop. Per non essere fraintesi proviamo con qualsiasi mezzo (battendo un po’ tutti i social network) a declinare la nostra visione ibrida della futura economia del libro, che vedrà coesistere libro cartaceo e libro digitale a patto che si facciano scelte radicali e si ponga al centro del modello economico da costruirsi l’etica, la sostenibilità e il coinvolgimento reale tra editori, librai e lettori.

Fare il nostro mestiere oggi in modo non più alienato (dentro gli ingranaggi della macchina di Charlot o la ruota del criceto) non lo potevamo certo raccontare come si trattasse di un restyling o di una ristrutturazione aziendale, è un ripensamento, anzi un invito a ripensare tutti (indipendenti e non, editori, librai, giornalisti, bookblogger e lettori) in chiave critica e aperta quale sia il senso del nostro lavoro, sul serio, oggi.

Il nuovo sito di :duepunti (di tutto l’universo guazzabuglio :duepunti) è soprattutto il nostro modo di raccontarci (e siamo già prossimi al traguardo dei primi 10 anni di pubblicazioni), condividere le nostre posizioni ed essere pronti ad accogliere critiche e suggerimenti, confrontandoci con chi vorrà navigarlo con curiosità o anche solo con sospetto.